Progetto “ Il risveglio “

“Centro di risveglio per gravi cerebrolesioni acquisite ad alta specialità neuroriabilitativa “ 

 

La Conferenza dei Sindaci, afferente all’istituenda VI Provincia pugliese, nella seduta del 12/03/2009 ha approvato, all’ unanimità,  il Piano Attuativo Locale (PAL) proposto dalla Direzione Generale della ASL BAT con l’indicazione di realizzare nel territorio del Comune di Trinitapoli di un “Centro di risveglio per gravi cerebrolesioni acquisite ad alta specialità neuroriabilitativa “ di rilevanza regionale ed interregionale.

Una tale struttura garantisce l’accoglimento di tutti quei pazienti che si ritrovano in uno stato vegetativo post-comatoso a seguito di gravi traumi cranio-encefalici (incidenti stradali, incidenti sul lavoro) o ad eventi di altra natura (vascolare,  anossico, infettivo, ecc.) favorendone il recupero dell’attività di coscienza e limitando le gravi disabilità di tipo cognitivo e comportamentale, le gravi disabilità motorie, i gravi deficit del linguaggio, della memoria e della percezione dello spazio.

Dopo un periodo trascorso in coma, a seguito di un grave trauma cranico o di una condizione anossica globale, il paziente può risvegliarsi oppure andare incontro ad una condizione clinica, denominata stato vegetativo persistente, in cui non esiste più uno stato di coscienza, ma rimane soltanto uno stato di vigilanza. Ciò significa che il paziente, dopo lo stato di coma, riapre gli occhi, ma non manifesta alcuna evidente attività cognitiva: il soggetto non ha consapevolezza di sé e dell’ambiente circostante, non è in grado di interagire in maniera congrua con uomini e cose che lo circondano (anche dopo stimoli visivi, acustici, tattili o dolorifici) pur presentando un normale alternarsi dei cicli di sonno-veglia.

Tenuto conto che le moderne tecniche rianimatorie consentono di salvare più vite che non in passato, diventa intollerabile constatare la pressocchè totale assenza di queste strutture neuroriabilitative ad alta specializzazione adeguate ad assistere pazienti in stato vegetativo post-comatoso di durata talvolta lunghissima.

La prognosi dello stato vegetativo persistente è ovviamente legata a molti fattori, quali la natura del danno encefalico, l’entità del trauma, l’età del soggetto, la contestuale presenza di danni ad altri apparati o sistemi, la tempestività e l’appropriatezza dei trattamenti terapeutici, ecc., ma, oggi, si può affermare che i soggetti entrati in coma per un grosso danno cerebrale (specie se di origine traumatica), e successivamente passati ad uno stato vegetativo persistente, possono riacquistare, anche dopo diversi mesi, uno stato di coscienza.

D’altro canto, se non si riesce ad assicurare una diligente sorveglianza al paziente, su di esso prontamente si affacciano le complicanze tipiche di questo stato, con l’arrivo di problemi a carico dell’apparato respiratorio, urinario, gastrointestinale, cutaneo ecc., che rappresentano le più ricorrenti cause di infezioni e le abituali cause di morte. Al contrario, un paziente in stato vegetativo ben assistito in strutture specializzate può avere maggiori probabilità di abbandonare il proprio stato di incoscienza e di avviarsi verso una fase di ripresa delle relazioni ambientali proseguendo il proprio percorso neuroriabilitativo.

Nell’ambito della medicina riabilitativa la "guarigione" può avvenire senza esiti residui o con esiti permanenti più o meno gravi ed in genere questa condizione si verifica dopo un anno, se l’evento che ha causato la malattia è di natura traumatica o dopo sei mesi se l’evento è di altra natura (vascolare, infettivo, anossico ecc.).

Nel caso di un mancato recupero delle attività di coscienza unitamente alla famiglia verrà deciso il percorso possibile.

Considerato che a sud di Roma è attivo soltanto l’Istituto S.Anna di Crotone, cui fanno riferimento le varie U.O. di Rianimazione e di Neurochirurgia, è di tutta evidenza il rilievo assistenziale che ne deriverebbe non solo all’utenza del territorio della ASL BAT  e dell’intera Regione Puglia ma anche delle regioni limitrofe.

La valenza strategica di un Centro di risveglio si rivela compiutamente nella più ampia disponibilità di posti-letto nelle U.O. di Rianimazione dalle quali i pazienti in coma potrebbero esserne dimessi più tempestivamente, nei costi assistenziali connessi all’assistenza domiciliare integrata di pazienti affetti da gravi disabilità, ove non riabilitati precocemente, negli ingenti costi sociali che gravano ordinariamente sulle famiglie e sulle comunità chiamate ad assistere a domicilio soggetti in stato vegetativo persistente.

Il tutto, nella più ampia considerazione che tale patologia incide prevalentemente nella fascia d’età tra i 15 e 24 anni ed occupa il primo posto per mortalità, morbilità e conseguente disabilità nei primi 44 anni di vita.